Grazie all’intelligenza artificiale nascono nuovi strumenti di diagnosi e monitoraggio delle atassie

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Utilizzare l’intelligenza artificiale per mettere a punto nuovi strumenti di diagnosi e facilitare lo sviluppo di nuove terapie destinate a combattere malattie rare lentamente progressive e altamente debilitanti come l’atassia di Friedreich (FRDA) e le atassie spinocerebellari (SCA). È l’obiettivo di un nuovo progetto di ricerca guidato da Stefano Diciotti, professore del Dipartimento di Ingegneria dell’Energia Elettrica e dell’Informazione “Guglielmo Marconi” dell’Università di Bologna e dell’Alma Mater Research Institute for Human-Centered Artificial Intelligence.

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