Nella “restrizione calorica controllata” una nuova possibilità per prevenzione e cura della Tubercolosi

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In un tempo così delicato per l’insorgenza di nuove infezioni come la pandemia da Coronavirus SARS-CoV-2, la tubercolosi (TBC) rappresenta ancora una delle emergenze infettivologiche più diffuse al mondo. La tubercolosi è una malattia infettiva causata da vari ceppi di micobatteri, soprattutto Mycobacterium tuberculosis (MTB), chiamato anche Bacillo di Koch.

Nell’antichità così come in tempi più recenti la TBC era tipica di giovani adulti e si associava a stati di denutrizione e ridotto apporto calorico e proteico. Con l’avvento dell’era antibiotica e con le migliorate condizioni socio-economiche e igieniche la TBC si è notevolmente ridotta nei paesi più ricchi e avanzati, pur restando una grave emergenza sanitaria nei paesi ove la denutrizione era prevalente. Ogni anno 10 milioni di persone si ammalano di TBC. Nonostante sia una malattia in parte prevenibile e curabile, 1,4 milioni di persone muoiono di TBC ogni anno, rendendola il principale killer infettivo al mondo per singolo agente infettivo. 

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