Boom di partecipanti per il webinar “Biologia: ambiente & territorio” organizzato dalle delegazioni regionali di Toscana-Umbria ed Emilia-Romagna-Marche dell’Onb

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Quasi 1.800 partecipanti, tra iscritti (538) ed uditori. Sono i numeri, incredibili, fatti registrare dal webinar “Biologia: ambiente & territorio” organizzato dalle delegazioni regionali di Toscana-Umbriaed Emilia-Romagna-Marche dell’Ordine nazionale dei Biologi. Numeri che hanno certificato, senza ombra di dubbio, lo straordinario successo riscosso dell’evento formativo, accreditato ECM, trasmesso lo scorso venerdì 29 gennaio, sulla piattaforma Microsoft Teams, in modalità live. Il webinar, giova ricordarlo, ha potuto fare affidamento su un parterre di relatori di eccezionale livello: docenti universitari, ricercatori e professionisti specialmente competenti in campo ambientale ma anche rappresentanti di enti ed istituzioni di primissimo piano nel panorama scientifico nazionale ed internazionale, come, ad esempio, l’Ispra, l’Istituto superiore di Sanità, l’Arpa, il Mipaaf (Ministero delle politiche Agricole e Forestali), il Crea ed il mondo degli atenei. Di stretta e stringente attualità anche l’argomento dibattuto nel corso della diretta, a conferma di come certe tematiche riscuotano sempre più il gradimento del vasto pubblico degli addetti ai lavori (ma non solo di quello). Uno sprone, dunque, a proseguire lungo la strada fin qui tracciata dalle due delegazioni regionali dell’Onb. La qualità ambientale delle aree urbane e rurali, d’altronde, procede di pari passo con la valutazione dell’impatto che l’inquinamento può avere sulla salute dell’uomo e sull’ecosistema in generale. Aspetti, questi ultimi, che non possono prescindere dall’individuazione e dal “monitoraggio” delle zone contaminate. Solo così, infatti, sarà possibile pianificare correttamente le strategie di intervento. A patto però di riuscire prima a “comprendere” la biodiversità che ci circonda, imparando ad apprezzarne tutte le infinite risorse di cui essa è costellata. A dir poco chiara la morale che ne emerge: solo con un approccio approfondito e sistematico alla cosiddetta varietà biologica (animale e vegetale) si potranno gettare le basi per la salvaguardia dell’ambiente, per la tutela dell’ariadell’acqua e del suolo. Ed è proprio in questo ambito d’azione che emerge, in maniera netta, il ruolo strategico ricoperto dai Biologi, storicamente impegnati un po’ su tutti i fronti della cosiddetta “gestione ambientale”. Dai Biologi certo, ma anche da tutti quanti gli altri professionisti parimenti coinvolti nel difficile compito di “prendersi cura” dei tesori che madre natura ci mette a disposizione. Un compito che può essere assolto attraverso l’allestimento di una rete multidisciplinare che veda tutte queste figure pronte ad operare insieme, in stretta sinergia, così da garantire la conservazione della biodiversità, ovvero della varietà della vita sulla Terra, che, sola, può rendere splendido ed abitabile il nostro pianeta: la vera sfida da vincere, in questa direzione, si chiama “green technology“. E a proposito del webinar, seguiranno, a breve, su questo stesso portale, le “risultanze” della tavola rotonda che si è tenuta durante i lavori. Risultanze che parlano di un vero e proprio “patto per l’ambiente” sugellato in quella sede e che il Comitato scientifico del webinar, riunito e coordinato dalla dott.ssa Stefania Papaconsigliera dell’Ordine Nazionale dei Biologi, di cui è anche delegata in materia di Sicurezza Alimentare (oltre che delegata ONB per le regioni Toscana ed Umbria e per Accredia), provvederà a redigere ed a condividere con la comunità dei biologi ambientali emergenti afferenti alle Delegazioni Toscana-Umbria, Emilia Romagna-Marche ed a tutti coloro i quali vorranno prenderne visione.

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