La diffusione della “variante inglese” in Italia e i ritardi nei sequenziamenti

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Nell’ultimo rapporto dell’ECDC (European Centre for Disease Prevention and Control) si legge che la variante B.1.1.7, più comunemente nota come “variante inglese”, è stata ormai identificata in tutti i paesi dell’Unione Europea, o almeno in tutti quelli che hanno attuato una significativa sorveglianza genomica.

Nel mondo sono stati riportati finora 57.400 casi, dei quali circa il 10 per cento nell’Unione Europea. A causa della maggiore trasmissibilità, questa variante si sta diffondendo sempre più nelle ultime settimane, rimpiazzando rapidamente le altre varianti del virus: in Danimarca, uno dei paesi che sequenzia di più al mondo, la variante B.1.1.7 ha raggiunto una prevalenza del 27 per cento, in Portogallo siamo ormai al 45 per cento, mentre l’Irlanda è arrivata al 75 per cento [tutti i dati riportati nell’articolo sono aggiornati alla mattina del 17 febbraio 2021, NdR].

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