Professionisti & Aziende incontrano le competenze: il 15, 16, 23 e 24 giugno il corso teorico-pratico organizzato dalle Delegazioni ONB di Toscana-Umbria ed Emilia Romagna Marche in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Viterbo

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Le Delegazioni regionali ONB di Toscana-Umbria ed Emilia Romagna Marche e Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Viterbo hanno organizzato un corso teorico-pratico (della durata complessiva di 16 ore) dal titolo “Professionisti & Aziende incontrano le competenze. Consulente per la certificazione dei prodotti biologici. Trasformazione, Commercio ed Etichettatura“. Per l’evento (che sarà accreditato ECM), patrocinato da Accredia, è stato richiesto anche il patrocinio al Mipaaf e ad AIAB.
I lavori, programmati per le giornate del 15, 16, 23 e 24 giugno 2021, si apriranno con i saluti di benvenuto della dott.ssa Stefania Papa, consigliere ONB (con delega alla Sicurezza Alimentare) nonché delegato alle regioni Toscana ed Umbria oltre che per Accredia, del dott. Donato Ferrucci, presidente ODAF Viterbo e della Sen. Fulvia Michela Caligiuri, membro della 9a Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare) di palazzo Madama.
Proprio quest’ultimo sarà anche docente della prima sessione dei lavori – moderata dalla dott.ssa Papa – dedicata al “Sistema di certificazione“. La rappresentante dei Biologi sarà, a sua volta, docente, del Laboratorio I (corso pratico di 4 ore) incentrato sulle attività di Audit (Uni En Iso 19011:2018) mentre nel Laboratorio II(corso pratico di 4 ore) sarà il dott. Niccolò Passeri a parlare di “Certificazioni e verifiche ispettive“.
L’intera proposta formativa prende le mosse dall’importante sviluppo che, negli ultimi anni, ha avuto l’Agricoltura Biologica, con una crescita notevole, sia in termini di superfici coltivate (2.000.000 di ettari), sia di operatori coinvolti (oltre 80.0000 nel 2020), a fronte di un fatturato che è arrivato a lambire la cifra dei 5 miliardi di euro. Tale incremento è stato in parte dovuto anche alle preferenze del consumatore, sempre più guidate dal criterio della sostenibilità, declinata in maniera coerente dalle produzioni biologiche il cui primo “sistema di qualità” normato di tipo orizzontale a livello europeo, ha visto gli esordi nel 1991. Proprio alla luce di questo cambiamento che può senz’altro dirsi epocale nel campo dell’Agroalimentare, va segnalato l’esempio positivo delle Marche dove, fin dal 2015, opera l’Associazione Cluster Agrifood Marche CLAM. Si tratta di un’aggregazione composta dalle quattro Università delle regione (UNIVPM, UNICAM, UNIURB, UNIMC), insieme con Istituti di Ricerca, imprese legate al mondo agricolo, alimentare ed ittico, associazioni di categoria e società di servizi, chiamate a collaborare per soddisfare le necessità di innovazione lungo l’intero arco della filiera agro-alimentare del territorio marchigiano. Tale associazione è nata proprio con l’obiettivo di incrementare la competitività del settore agro-alimentare regionale attraverso la cooperazione e il trasferimento di conoscenza tra i diversi attori appartenenti alla filiera, coniugando innovazione e tradizione. Anche la Regione Toscana ha imboccato tale direzione quando – è storia recente – ha pubblicato alcuni bandi Psr per le misure agroambientali riservati a quelle le aziende che intendano introdurre o mantenere il metodo di produzione biologica, o che si affacciano per la prima volta al mondo bio.
Nasce da qui, dunque, la necessità di mettere in campo un corso teorico-pratico altamente qualificato, che intende rivolgersi non solo ai Biologi ma anche agli Agronomi, figura professionale con la quale spesso i primi si interfacciano operando in un ambito strettamente sinergico, con lo scopo ultimo di qualificare consulenti in campo biologico.
Il percorso didattico intende, infatti, formare professionisti in grado di fornire supporto qualificato alle aziende del settore agroalimentare che intendono intraprendere il percorso della certificazione con metodo biologico, nonché la costituzione di un elenco pubblico di figure professionali competenti su base manifestazione di interesse e avviso pubblico previo atto deliberativo. Tale necessità muove anche dall’adeguamento dei metodi di produzione, che sempre più si stanno evolvendo passando da convenzionale a biologico. Il che richiede conoscenze accurate ed un’assistenza sempre più costante da parte di professionisti esperti del settore. Inoltre, l’estensione del biologico a diverse tipologie produttive, specie per quanto concerne la fase di trasformazione, commercio ed etichettatura, comporta verifiche da parte degli Organismi di Controllo e delle Autorità di Vigilanza sempre più complesse, che necessitano, a loro volta, di figure professionali con adeguate e approfondite competenze. Tutto questo senza perdere di vista il fatto che, a fronte di questo cambiamento, si sta assistendo anche all’evoluzione di un nuovo mercato professionale, rappresentato dall’insieme degli operatori del settore agroalimentare che oggi si cimentano nel sistema di produzione biologico. Un modello strettamente regolamentato, dove la figura del consulente diventa quindi elemento basilare per una corretta gestione dei requisiti di qualità oggetto di custodia.

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