Dal monitoraggio dei genomi di SARS-CoV-2 emerge la “variante messicana”

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Analizzando oltre un milione di sequenze genetiche del coronavirus SARS-CoV-2, un gruppo di studiosi del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna ha individuato una nuova variante, che nelle ultime settimane è cresciuta soprattutto in Messico, ma di cui sono state trovate tracce anche in Europa. La “variante messicana” – presentata in un articolo pubblicato sul Journal of Medical Virology – si chiama T478K e, come le altre varianti emerse negli ultimi mesi, è caratterizzata da una mutazione della proteina Spike, lo strumento che permette al coronavirus di legarsi e penetrare nelle cellule bersaglio.

L’articolo completo su magazine.unibo.it